martedì 16 settembre 2008

Riflessi di Madre Natura



“ Quasi sempre a lei riesce, ogni volta che si riveli d’un tratto al nostro occhio, sia pure per qualche istante, di strapparci alla soggettività, alla schiavitù del volere, e trasportarci nello stato del puro conoscere. Perciò anche chi sia tormentato da passioni o bisogno o affanno, è da un solo libero sguardo, ch’egli getti sulla natura, così improvvisamente confortato, rallegrato e sollevato: la tempesta delle passioni, l’ansia del desiderio e del timore, ed ogni tormento del volere sono allora d’un tratto placati istantaneamente in maniera meravigliosa. Imperocchè nell’istante in cui noi, liberati dal volere, ci siamo abbandonati al puro conoscere senza più volontà, siamo come trasportati in un altro mondo, dove tutto ciò che commuove la nostra volontà e quindi sì forte ci scuote, più non esiste. Quella liberazione della conoscenza ci trae fuori da tutto, tanto e sì appieno, quanto il sonno e il sogno: felicità e infelicità sono svanite: non siamo più individuo, che è obliato, non siamo più che puro soggetto della conoscenza: non esistiamo più se non come l’unico occhio del mondo”.

Arthur Schopenhauer Il mondo come volontà e rappresentazione

2 commenti:

Fede ha detto...

Mi piace la tua scrittura, femminile, leggera, istintiva. Secondo me rispecchia molto il tuo carattere.

Eleonora ha detto...

sì, in effetti abbastanza..